venerdì 19 maggio 2017

L'ultimo dei Rurales

PESCARA.
UNA CITTA' DI AUTO E CEMENTO.
(«Ma qui sono tutti Massoni. Ma se son tutti Massoni, a chi rubano?»)
L'assessore non ci dormiva la notte; voleva costruire 5.607 rotatorie dove la gente doveva sentirsi sperduta tra quei mostri in cemento. Il Ponte sul Mare gli dava fastidio. Come anche la spiaggia: fosse stato per lui, la spiaggia di Pescara doveva essere una autostrada con tanto di piloni in cemento e rotatorie infinite.
Tutto, a Pescara, veniva appaltato con il famigerato criterio del " Cazzo di Cane ".
Ponti chiusi, strade interrotte, fossi, buche profonde un metro, rotatorie messe come trappole mortali per ciclisti, pedoni e bikers.
In città si poteva circolare solo su quattro ruote e a una velocità di 2 km. orari.
S.M. l'Esimio, di origini ignote per tali compiti, era stato delegato come Assessore al Cemento e alle rotatorie. Ne costruiva una ogni notte. Voleva passare alla storia come Nerone.
Mentre guardava la distesa infinita di cemento, godeva di una strana e perfida sensazione. Avrebbe proposto che le due Pinete rimaste fossero immolate al cemento. Quelle polveri sottili che avvelenavano i suoi elettori erano, per lui, una gioia sconfinata. Tanti morti tanti affari. I cimiteri si riempivano di strani cadaveri con i volti tumefatti e anneriti dagli scarichi velenosi che, per lui, erano puro ossigeno.
La plebe incanaglita seguiva questi eroi del Cemento e consacrava, ogni sera, ad Essi, un fiore di carta venduto dai cingalesi agli incroci.
(«Ma qui sono tutti Massoni. Ma se son tutti Massoni, a chi rubano?»)


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